2003 - ANGELA SCARPARO, SUSAN HAYDN

n° 10 aprile 2004
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Una rivista per chi ama leggere buone storie.
Un sito, www.ilpostodeilibri.it per appassionati di trame.
Assieme ai romanzi bellissimi, quelli che tutti conoscono, verranno segnalati di volta in volta, volumi e racconti di autori rari e dimenticati, o poco conosciuti, italiani, soprattutto, introvabili sul mercato, libri che si trovano con un po' di sforzo in biblioteca. Storie di donne. Storie recenti e no. E ancora, visto che i tempi sembrano favorevoli, qualche piacevole scoperta di autori contemporanei, italiani anche quelli, ma non solo. E poi, interviste, la rubrica "Il Posto nell'Acquario", e la recente "Il Posto al Sacher".
Per raccontare di quello a cui teniamo, come quando ci si ritrova fra appassionati, magari al tavolino del bar, e ci si chiede, "Allora, hai finito o no I Demoni?", e l'altro, o altra ci risponde, "Non ancora, ma ho cominciato il primo romanzo della De Cespedes, contemporaneamente... non ho resistito".
Se questa conversazione vi ricorda qualcosa questo spazio fa per voi.

Con l'e-mail si possono richiedere alla redazione bibliografie o è possibile segnalare dimenticanze, errori.
Si può pure parlare di un libro che abbiamo amato, più o meno noto, più o meno conosciuto.


La redazione
A. Scarparo e S. Haydn

Si aspettano segnalazioni.

 


 

in questo numero:

1 sopravvissuta N.Ginzburg

1 introvabile A.Seghers
1 intervistato S. Veronesi

 

 

 I LIBRI RECENSITI SONO STATI DONATI DAGLI EDITORI O CONSULTATI NELLE BIBLIOTECHE DI ROMA , (BIBLIOTECA APPIA, GALLINE BIANCHE, DELL'OROLOGIO, OSTIENSE, BIBLIOTECA BALDINI) CHE SI RINGRAZIANO

 

1 SOPRAVVISSUTA N.GINZBURG

1 libro classico che si trova facilmente in biblioteca , in libreria o in edicola

N.Ginzburg , CARO MICHELE, Corriere della Sera, 2003


 

1973. Adriana, una donna di quarantatre anni scrive dalla sua casa in campagna un lettera al figlio ventiduenne, Michele, che vive a Roma. Gli chiede di andare a trovare il padre che non sta bene. Ma Michele – come sapremo dalla lettera dopo – è partito per Londra, per frequentare una scuola di scultura. Poi il padre muore. Michele ha lasciato in Italia una ragazza, Mara, che ha avuto un bambino, forse da Michele. Il ragazzo in Italia ha lasciato anche un mitra, nascosto nello scantinato dove viveva. E a buttare nel Tevere questo mitra ci penserà Angelica, una delle sue quattro sorelle. Ma Michele non è un terrorista, è solo uno sbandato, un disgraziato che morirà ammazzato dai fascisti a Londra, durante un corteo. E come lui nessuno degli altri protagonisti di questo bel libro, uscito per la prima volta nel '73, finirà bene. Perché è come se fossero tutti condannati i personaggi di Natalia Ginzburg di quegli anni. Come se fosse la società italiana a non offrire forme comunitarie adatte alla sopravvivenza. Non la scuola, non la coppia, né il partito, il luogo di lavoro e tanto meno la famiglia.

" ‘Perché parli di Michele all'imperfetto?”, disse Osvaldo. ‘Perché ho l'idea che non ritornerà mai ', disse Ada. ‘Non lo rivedremo più. Finirà in America. Finirà chissà dove. Cosa farà non si sa. Il mondo ora è pieno di questi ragazzi, che girano senza scopo da un posto all'altro. Non si riesce a capire come invecchieranno. Sembra che non debbano invecchiare mai. Sembra che debbano restare sempre così, senza casa, senza famiglie, senza orari di lavoro, senza niente. Con i loro due stracci, e basta. Non sono mai stati giovani, perciò come fanno a diventare vecchi. Per esempio quella ragazza col bambino, anche lei come farà a invecchiare. E' già vecchia adesso. E' una pianticella appassita. E' nata appassita. Non fisicamente. Moralmente. Io non riesco a capire come mai una persona come te perda il tempo in mezzo a tutte queste pianticelle appassite. Io forse mi sbaglio, ma ho un'alta opinione di te.' ”

 

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1 INTROVABILE A.SEGHERS

 

1 libro di buona qualità letteraria, leggibile, che, chissà perché, si trova solo in biblioteca o al mercato dell'usato

A. Seghers, TRANSITO e/o, 1995


1940. A Marsiglia, in un bar – che a quell'epoca non poteva essere che squallido, anche da un punto di vista letterario - un uomo parla con il vicino di tavolo. Gli racconta. Mesi prima è fuggito da un campo di concentramento, in Germania. L'hanno preso. E' stato internato in un campo di lavoro in Francia, da dove è scappato di nuovo, a Parigi stavolta. Lì è riuscito a ottenere una falsa identità. E' diventato un messicano. Con questo stratagemma sarebbe potuto partire per il Messico. Ma ha conosciuto una donna, Marie. Se ne è innamorato. Lei era alla disperata ricerca dell'uomo, uno scrittore che aveva amato. Lei non lo sa, ma quest'uomo si è ammazzato. L'uomo con la falsa identità rinuncerà a partire, per stare vicino a lei, ma non riuscirà a confortarla. Una storia di destini che s'incrociano durante anni di guerra. Una storia di sentimenti che, più violentemente durante la guerra, assumono un aspetto d'imprevedibilità. Una storia di personaggi costruiti da una donna che quella guerra ha vissuto e durante la quale non ha mai smesso di lottare.

"Lasciai il ragazzo davanti al suo sciroppo verdastro. Attraversai la piazza. Fissai l'alto portone con un grande stemma. Con mia grande sorpresa brillava di tutti i suoi vividi colori, la polvere era caduta. Potei persino scorgere un serpente nel becco dell'aquila. Gli spagnoli mi guardarono e sorrisero. Solo uno disse arrabbiato, ‘Stia in fila signore!'. Mi misi in fila, sentivo parlare davanti e dietro di me: erano le stesse frasi che avevo già udito mesi prima, davanti al consolato di Parigi. Ora dicevano di nuovo e con maggior sicurezza che da Marsiglia sarebbero partite delle navi per il Messico. Si citarono di nuovo i loro nomi: Repùblica , Esperanza, Pasionaria . Quelle navi sarebbero partite sicuramente, si ostinavano a ripetere i nomi; mai sarebbero stati cancellati con una spugna dalle lavagne della società marittima; mai sarebbero andati in fiamme i porti di destinazione di quelle navi; per esse non vi erano strette di mare impraticabile. Avrei certo voluto anch'io viaggiare su navi come quelle, con simili compagni di viaggio ".

 

 

 



1 INTERVISTATO, S. VERONESI


legge e pubblica libri di altri autori per la Fandango , e scrive romanzi e saggi suoi per la Bompiani

1950/1960. Italia. Banti, Manzini, De Cespedes, Mazzetti, Milani. Sono nomi di scrittrici che lavorano in quegli anni, oggi quasi totalmente dimenticate. Quando si dice – è l'oggetto di una recente polemica su L'Unità – “Trent'anni fa era meglio…”, i loro nomi non vengono mai fuori, e si citano sempre Moravia, Gadda, Calvino. Ammesso che ci sia stato peggioramento nella letteratura italiana contemporanea, potrebbe essere dovuto al fatto che né gli scrittori, né i critici abbiano tenuto abbastanza conto di queste autrici?

Vediamo se ho capito bene: voi dite che se nel computo si tenesse conto oltre che di Gadda, Calvino, etc., anche di Banti, De Cespedes & C., il valore assoluto della letteratura italiana di trent'anni fa sarebbe meno alto? E il gap con quella di oggi meno pronunciato? Pensate che la discriminazione (forse) sessuale a danno delle scrittrici di trent'anni fa finisca per essere la causa della scontata supremazia critica di quegli anni sui nostri giorni? Ingegnoso. Potrebbe essere, sì. A me le scrittrici che avete citato non piacciono, mentre gli scrittori sì. Potrebbe essere.

e.


Forse non ci siamo spiegate: anche noi amiamo molto Gadda e Moravia e Calvino. La domanda è: se gli scrittori di oggi avessero guardato con la stessa attenzione le autrici che abbiamo elencato – tu per esempio, le conosci bene? – la letteratura oggi sarebbe stata o no più ricca? C'è stata o no una sorta di riduzionismo? Peraltro, la letteratura italiana di oggi per noi non è così scrausa come viene detto…

Ah, mi pareva… anche per me la letteratura italiana contemporanea non è così scrausa – ed è piena zeppa di donne, tra l'altro, anche se a me, a parte Carola Susani, piacciono di più i maschi. De Cespedes e Banti le conosco abbastanza, Milena Milani insomma, Mazzetti non so chi sia. E'innegabile, tuttavia, tanto per oggi quanto per il passato che più autori vengono letti, apprezzati e studiati, più il periodo si impreziosisce. Ma bisogna, secondo me, tenere presenti le priorità e le gerarchie. Secondo me Calvino, Gadda e Moravia e soprattutto Pasolini sono importanti non perché maschi, ma perché sono state le menti migliori della nostra letteratura del dopoguerra. Il fatto che fossero tutti maschi (e anche tendenzialmente misogini, per la verità) riveste secondo me un discorso a monte, di natura sociale: forse anche in letteratura i maschi più delle femmine sono stati messi nelle condizioni migliori per esprimere genio e talento. Non saprei come, ma può essere. E' successo in tanti di quei campi. Però, a volte, laggiù dove ruzzolano le opere, io credo che la marginalità, diciamo così riservata a Anna Banti o Alba De Cespedes, (per non parlare di Grazia Deledda che ha preso il premio Nobel solo perché donna), sia meritata e non sia frutto di discriminazione sessuale. Io invece credo, ecco, che la rachitica tradizione italiana, per quanto riguarda la narrativa, non abbia dei maestri-donna come ne hanno gli inglesi (V. Woolf), gli americani (F.O'Connor) e i francesi (De Beauvoir, Yourcenar).

Io (A.Scarparo) invece penso che la De Cespedes possa essere considerata una maestra, ma è una mia idea. La Mazzetti è una che ha pubblicato con Garzanti, Il cielo cade e Con rabbia . E' vissuta molto a Londra ed era molto amata da Fellini. Scusa, non è un'offesa, ma mi pare che ci sia un po' di prevenzione nei confronti delle donne…

 

 

Io non sono affatto prevenuto. E' solo che tra Cassola e Alba De Cespedes mi piace molto di più Cassola – o Bassani. Melania Mazzucco e Susanna Tamaro mi sono piaciute da giovani, ma ora non mi piacciono più. Mi piaceva abbastanza Grazia Cerchi. Mi piace Elena Ferrante. Mi piace molto Jasmina Tesanovic (femminista serba, donne in nero, etc.). Molte donne mi lasciano indifferente, ma non sono prevenuto.

Si è prima critici e poi artisti, sei d'accordo?

No.

“…una cattiva opera non incide soltanto sul gusto, ma sulla morale…(sul)la dignità umana, così necessaria a tutti, e specie alla donna di oggi…”. Che ne pensi? E soprattutto della parola dignità riferita all'opera d'arte.

Non sono d'accordo. Una cattiva opera non incide su un bel nulla, alla lunga. E' solo tempo sprecato:di chi l'ha realizzata, e di chi l'ha apprezzata. E la parola dignità per me è una, ed ha un solo significato, indipendentemente da ciò a cui è riferita. Anzi, ora che ci penso non ha molto senso parlare di dignità riferita a un'opera d'arte.

 

 

Hai mai ricevuto consigli per il tuo lavoro, da altri scrittori, artisti? E se si, te ne ricordi uno d'importante?

Sì, un bel po'. Uno che ricordo è di non usare mai la triade retorica italiana nelle aggettivazioni, quella che tende ad attribuire tendenzialmente tre aggettivi a un sostantivo, quando si pensa che uno non basti. Me l'ha dato Edoardo Albinati mentre facevamo un giro in barca a vela, tanti anni fa.

Se qualcuno, di un tuo romanzo dice che “è troppo letterario”, ti offendi?

No.

 

 

Un romanzo deve essere “rassicurante”?

No.

Che pensi dei “romanzi commerciali”? Esistono?

Sì. Sono tutti i romanzi distribuiti nelle librerie con un codice a barre stampato dietro. Quel codice a barre è il marchio del commercio.

Come lavori? Come scegli un argomento?

L'argomento sceglie me, magari dopo averci provato con scrittori più bravi che però l'hanno rifiutato.

C'è un piano nell'evoluzione delle tue idee? Ci sono argomenti che hai sempre trattato? Passioni, incubi personali, soggetti che ti stanno a cuore?

Ritengo di sì ma, sul serio, mi riesce molto difficile parlare di me in questi termini. So molte cose segrete sul mio conto e non vorrei che,
parlando di queste cose, me ne scappasse detta qualcuna.

Quali sono i critici che ti hanno impressionato di più?

 

 

 

Pietro Citati per il suo sapere immenso, in un territorio tra l'altro (la classicità) in cui io sono abbastanza debole. Enzo Siciliano per la acutezza di certe sue osservazioni. Tra i più giovani, Massimo Onofri per la profondità della sua conoscenza della tradizione italiana del novecento, e Emanuele Trevi per la sua capacità di formulare concetti che io riesco solo a percepire allo stato embrionale. Ma tendenzialmente, io prediligo le osservazioni degli scrittori a quelle dei critici puri.

E gli scrittori?

 

 

Appunto. Faccio dei nomi, e mi riferisco principalmente alle loro opere, ma anche alla loro coscienza critica: Albinati, Franchini, Voltolini, Nesi, Governi, Abbate, Pardini, Carola Susani, Affinati, Picca, e poi i più noti, Pontiggia, Baricco, Benni, De Luca. Questo tra gli italiani. In assoluto, credo che gli scrittori che ammiro di più siano americani: Thomas Pynchon, Don De Lillo, e David Foster Fallace.

Ci sono state critiche che hanno modificato il tuo lavoro?

Sì, ma non erano state scritte sul giornale.

Quale è fra i tuoi libri quello che pensi ti sia venuto meglio?

Non ne ho idea. Non so nemmeno con quale criterio si possa stabilire una graduatoria del genere essendo l'autore.

Esiste lo sguardo neutro? Oggi se ne parla molto, e soprattutto il linguaggio della politica sembra pretenderlo.

No, secondo me è sbagliato anche solo cercarlo. Quindi è ancor più sbagliato trovarlo. Questa è la mia opinione. Io sono per la messa in ballo totale della soggettività, fino a farne argilla. Solo in quel modo si può arrivare a scalfire l'ego che minaccia il valore di ogni opera. Lo sguardoneutro è il trionfo dell'ego.

E' come se la politica - e più in generale la realtà italiana contemporanea - avesse in sé sempre elementi da romanzo dickensiano. Tutto, anche le tragedie vengono sempre illuminate da qualcosa di grottesco. E' perché non abbiamo avuto nell'800 una grande tradizione di romanzo che vaccinasse i lettori – i cittadini, che non sono tali, a parere di chi scrive, se non sono anche lettori?

Può essere. Sì, può essere. Nell'ottocento, mentre in Inghilterra avevano Dickens, in Francia Flaubert, Stendhal e Zola, noi avevamo il melodramma: qualche segno questo l'avrà pure lasciato. Però non credo che questa faccenda del grottesco ne sia la conseguenza più spiacevole. Anzi, penso che quella sia una conquista.

 

 


 

 


 

INDICE dei numeri precedenti
nell' indice sono lincati i numeri disponibili on_line; altrimenti, PER GLI ARRETRATI CHIEDERE A babbucce@katamail.com

1. (dicembre 2003).
R. Hoban, Diario della tartaruga, 2002, Giano Editore
A. Lernet-Holenia, Il conte di Saint-Germain, Adephi, 1984
Z.Jenny, Una vita veloce, Fazi, 2003
A. Thirlwell, Politics, Guanda, 2003

2. (dicembre 2003).
A.Munro, Amico, nemico, amante…, 2003, Einaudi
R. Yates, I non conformisti, 2003, Minimum Fax
F. Sanvitale, La realtà è un dono, 1987
L. D’Eramo, Nucleo Zero, Mondadori, 1981

3. (gennaio 2003).
P.Dick, In questo piccolo mondo, Fanucci, 2003
E.Waugh, Ritorno a Brideshead, Bompiani, 2003
D.Vogel,Vita coniugale, Adelphi, 1981
M.Drabble, La via radiosa,1998

4. (gennaio 2004).
G.Simenon, Il fidanzamento di Mr. Hire, Adelphi,2003
E.Von Arnim, La moglie del pastore, Bollati Boringhieri, 2003
L. Hellmann, Una donna incompiuta, Editori Riuniti, 1983
De Santi, Gli anni folli, SugarCo,1984

5. (febbraio 2004)
W. Percy, L'uomo che andava la cinema, Marcos y Marcos, 1999
D. Powell, The Golden Spur, Fazi, 2003
Bedford, Il retaggio, Adelphi, 2003
K. Amis, Illibata ventenne cercasi, Rusconi, 1973
O. Del Buono,La parte difficile, Rizzoli, 1975

6.
(febbraio 2004)
S. Bellow, Herzog, Mondadori, 2002
W. Collins, La veste nera, Fazi, 2003
P. Boileau-T.Narcejac, La donna che visse due volte, Sellerio, 2003
I. Compton Burnett, Il presente e il passato, Einaudi, 1980
E. Emanuelli, Uno di New York, Mondadori, 1961

7.
(marzo 2004)

C. Dickens, Il nostro comune amico , Einaudi, 2000
D. Buzzati, Un amore , Mondadori, 2002
A. Vigevani, La fidanzata , Mondadori, 1947
G. Rovetta, La signorina , Baldini e Castoldi, 1903
De Cespedes, La bambolona , Mondadori, 1967

8. (marzo 2004)

1 intervistato, P. Mauri
M. Spark, LE RAGAZZE DI POCHI MEZZI, Mondadori, 1992
E. Zola, L'OPERA , Garzanti, 2000

9. (aprile 2004)

2 sopravvissuti G. Flaubert, H. De Balzac
1 intervistato C. Augias

 



SITI SEGNALATI:

www.librialice.it
www.internetbookshop.it
www.miserabili.com
www.libroccasione.com
www.pequodedizioni.it
www.fazi.com
www.minimumfax.com.
www.casainternazionaledelledonne.org
www.donneletteraturapolica.it
www.marea.it
www.manifestolibri.it
www.tufani.it
www.societadelleletterate.it

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