Una rivista per chi ama leggere buone storie.
Si aspettano segnalazioni.
I Libri recensiti sono stati donati dagli editori o consultati nelle Biblioteche di Roma, (BIBLIOTECHE RISPOLI, DELL’OROLOGIO, MARMORATA, OSTIENSE, BIBLIOTECA NAZIONALE VITTORIO EMANUELE, BIBLIOTECA BALDINI) che si ringraziano.
1 libro riscoperto che si trova facilmente in biblioteca o in libreria I. Murdoch , LA CAMPANA , Rizzoli , 2004
1958. In un convento della campagna inglese, una decina di persone convive in un castello, nel tentativo di realizzare una vita buona. Ma il tentativo fallirà miseramente causa incapacità dei singoli a risolvere le questioni più impellenti riguardante la loro esistenza. Michael Meade , il proprietario del castello, dovrà infatti fare i conti con la sua omosessualità che, repressa, finirà per causargli brutti scherzi; la coppia di coniugi Strafford a furia di voler stare assieme a tutti i costi passerà la vita a litigare; Dora Greenfielf sommersa dai sensi di colpa, perché non ama più il marito, non volendogli causare neanche il più piccolo fastidio, finirà per metterlo al centro di una gigantesca beffa; e poi Nick , l'ex ragazzo prodigio, legato a Michael , il più vecchio padrone di casa, da un rapporto avuto quando era adolescente; sua sorella Catherine , bellissima, che vuole farsi suora; e Toby , un ragazzo spensierato che, in quanto tale, riuscirà a sopravvivere ai disastri che i più grandi gli “ Paul aveva caricato le sue cose e, sporgendosi dal finestrino aperto guardava Dora con aria accigliata. Le disse: ‘Allora ti aspetto a Knithtsbridge domani pressappoco alle tre. Sarò a casa ' . ‘D' accordo ' . ‘Hai capito le istruzioni su come fare i bagagli? ‘sì'. ‘Bene, allora arrivederci . Non starò a far la commedia di baciarti. ' ‘Oh, Paul non essere così crudele ' , disse Dora con le lacrime che le scorrevano sulle guance. ‘Dimmi qualcosa di carino prima di andartene ' . Paul la guardò con occhi freddi. ‘Già adesso che sei nei guai vuoi che ti consoli. Ma lo scorso marzo, quando sono tornato a casa e ho scoperto che mi avevi lasciato, non c 'era nessuno a consolarmi, vero? Riflettici un po' su. E non toccarmi. In questo momento non sono attratto sessualmente da te. A volte mi chiedo se lo sarò ancora. ‘ Chiudete le porte per favore ', gridò il facchino, che una volta era arrivato fino a Paddington .
1 libro leggibile e divertente , che si può trovare solo in biblioteca o al mercato dell 'usato I.Murdoch , SOTTO LA RETE, Garzanti, 1975 1966 . In una Londra di cartapesta - quasi come il set cinematografico da cui il protagonista a un certo punto della storia è costretto a fuggire - un gruppo di personaggi affronta comicamente l 'avventura quotidiana. Tutto comincia con Jake Donague , un traduttore scrittore che all 'inizio della storia è stato sfrattato. A mandarlo fuori è la sua convivente, Madge , che è anche quella che ha sempre pagato l 'affitto. Attorno a loro, una serie di figure: il vecchio amore di Jake , Anna Quentin , una cantante che fa innamorare gli uomini per poi abbandonarli; la sorella di lei Sadie , un 'affermata stella del cinema interessata solo a rimanere tale; Hugo , un produttore filosofo, appassionato di fuochi d 'artificio che sembra avere una relazione con Sadie ; Dave e Finn, un filosofo e un maggiordomo , amici di Jake ; e poi Sammy , un allibratore imbroglione, che oltre che il nuovo amore di Madge , è anche il suo futuro marito e quello che farà andare avanti la storia. E ' lui infatti che ha rubato a Jake , il protagonista, la traduzione di un romanzo francese, forse per farci un film. Ed è per vendicarsi che Jake a sua volta gli rapirà un cane, Mars , un magnifico pastore tedesco, un cane attore, un divo capace alla bisogna anche di fingersi morto. Un romanzo spassoso e convincente dove le gags comiche si alternano a dei veri e propri - ma non per questo meno divertenti - dialoghi filosofici. “ ‘C'è qualcosa di inattendibile nella descrizione dei sentimenti della gente ', disse Hugo , ‘Tutte queste descrizioni sono così drammatiche!' ‘Cosa c'è che non va?', chiesi. ‘C'è,' disse Hugo , ‘ che le cosa sono falsate fin dall'inizio. Se io dico, in un secondo tempo, che mi sentivo così e così, per esempio che avevo paura … be' , appunto questo non è vero '. ‘Cioè?', chiesi. ‘Non è questo che sentivo,'disse Hugo . ‘Non sentivo assolutamente niente del genere in quel momento. E'solo qualcosa che sento in un secondo tempo.' ‘Ma supponiamo che faccia di tutto per essere preciso ', dissi. ‘ Non puoi esserlo ', disse Hugo , ‘ L'unica speranza sta nell'evitare di parlarne. Non appena comincio a descrivere, sono spacciato. Prova a descrivere una cosa qualunque, la nostra conversazione per esempio, e vedrai che, affatto istintivamente, tu…' ‘La ritoccherò?', suggerii. ‘e' qualcosa di ancor più sostanziale ', disse Hugo . ‘Lo stesso linguaggio non ti permetterà di descriverla come realmente è stata.'. ‘Supponiamo allora, ‘dissi, ‘che qualcuno ne faccia una descrizione simultanea.' ‘Ma non ti accorgi ', disse Hugo , ‘che proprio questo liquida la faccenda? Non si può fare una descrizione simultanea senza accorgersi che non risponde a verità. Tutto ciò che si può dire simultaneamente riguarda al massimo il battito del proprio cuore. Se uno dicesse di aver avuto paura, lo farebbe al solo scopo di impressionare: sarebbe una ricerca dell' effetto , sarebbe una menzogna.'
legge e recensisce libri per L 'AGENZIA ANSA , di cui è CAPOREDATTRICE CULTURA 1 . Ha mai ricevuto consigli d'ordine generale da parte di artisti, filosofi, giornalisti? E se sì, se ne ricorda qualcuno d'importante? Più che filosofi e artisti, nella mia vita professionale ho incontrato sbirri e magistrati,
2. Come sceglie gli argomenti a cui lavora? Quali privilegia fra quelli che le vengono proposti dalla redazione – attualità a parte? Mi viene da dire che perlopiù sono gli argomenti, o meglio gli uffici stampa, gli agenti, a promuovere, a scegliere per noi…di certo quelli bravi, che ci mandano buon materiale, che telefonano per segnalare un film, o un libro o un programma tv su un tema che in quei giorni è di attualità, hanno più opportunità di altri. Ma comunque è certo vero, scegliamo! Cerchiamo di farlo, tenendo conto di quello che può interessare ai lettori dei giornali o delle tv nostre abbonate, un universo vastissimo che comprende testate grandi e piccole, dalle Alpi alle isole, popolari e rivolte al Palazzo. Un pubblico così eterogeneo che possiamo e dobbiamo seguire dal più trash dei reality alle più raffinate fra le mostre, i film e i libri d'interesse per il pubblico più colto. Sempre con un occhio d'attenzione particolare al made in Italy . 3. C'è stata qualche critica che le abbia fatto cambiare il modo di lavorare? Ci sono le critiche che spingono a cambiare e quelle che confermano di aver colto nel segno, così come per i plausi. La bocciatura peggiore, per noi giornalisti come per gli artisti e le opere di cui scriviamo, è sempre comunque, il silenzio: non c'è film per quanto splendido che possa sfondare se passa come un fulmine, in un pugno di sale. Penso al Placido Rizzotto di Pasquale Scimeca , che ha commosso me e ben più noti critici cinematografici alla Mostra di Venezia qualche anno fa. Chi l'ha visto? Oppure, chi avrebbe visto La meglio gioventù di M. T. Giordana se il Festival di Cannes non lo avesse messo in cartellone mentre la tv che ci aveva speso dei soldi continuava a rimandare la messa in onda?
4. Lo sguardo neutro, l'oggettività. Se ne parla tanto, oggi, e specialmente per ciò che riguarda la politica. Secondo lei esiste lo sguardo neutro? No, allo sguardo neutro, all 'informazione oggettiva, ai giornalisti terzisti , non ci credo! Credo ai giornali e ai giornalisti onesti, con la schiena dritta, come diceva un grande presidente della Repubblica Italiana. E con il coraggio delle proprie opinioni, cosa assai spesso più scomoda che essere d'accordo con le opinioni di tutti, soprattutto quelli che contano. Il che non vuol dire avere necessariamente in tasca una tessera, di partito o di un club calcistico, e neppure non cambiare mai opinione. Per me un'informazione onesta è quella che dà conto delle opinioni di tutti, delle diverse versioni di un medesimo fatto.
5. Cosa pensa dei generi? Penso che siano un'etichetta. Utile per il marketing e forse per qualche lettore frettoloso (che mentre sta in ufficio e dice alla moglie che prepara la valigia per le vacanze ‘Libri? Boh , prendi qualche giallo!'). Noi che per mestiere abbiamo tra le mani una gran dovizia di libri, con le etichette ci trastulliamo volentieri: con Bridget Jones abbiamo versato fiumi d'inchiostro su la chick lit (che poi vuol dire letteratura per pollastrelle, ma un libro con quest 'etichetta c'è da vergognarsi a portarlo in giro), dallo scorso anno va la teen- lit ( dall 'atroce Melissa P. a cose più degne dell 'appellativo letteratura come Scusate se ho quindici anni di Zoe Trope ). Dubito che ne facciamo qualche uso i lettori, entità sfuggente anche nelle analisi degli esperti (si dice che i ragazzi, rovinati da tv e videogiochi non leggano più e poi si vede crescere l'editoria per ragazzi… auditel ci assicura che sono le donne lo zoccolo duro di soap , show e reality , ma è a loro che si rivolgono i romanzi rosa dei tempi delle nonne e oggi la chick lit ). i giovani lettori che conosco io, i miei figli adolescenti e i loro amici, leggono molto e del tutto a prescindere dai generi: quando erano un po ' più piccoli chiedevano Roald Dahl (e ne sapevano più che il libraio sottocasa); ora, se gli consiglio un libro dicendo, ‘E' un romanzo storico', o ‘E' un thriller', o ‘Parla di globalizzazione ', mi rispondono immancabilmente con la disarmante semplicità dei ragazzi, ‘Ma è bello?'. Alla fine direi che hanno ragione loro, il punto è quello: è bello, o è brutto.
6. A proposito del romanzo, una domanda di fantasia che ci piace fare a tutti: crede che se in Italia si fosse affermato il grande romanzo di caratteri (alla Dickens , per esempio) avremmo avuto – come è – dei personaggi politici più simili a macchiette, che a politici? E non solo i politici: crede che c'entri la poca propensione di certi italiani ad affermare i propri diritti, con la mancanza in Italia di una grande tradizione romanzesca, o sono – la realtà e la fantasia letteraria di un paese – due mondi che non c'entrano? Come potrebbe non esserci nesso tra la realtà e le fantasie letterarie di un paese? La vita di ogni giorno, i piccoli e i grandi fatti, entrano di prepotenza nei romanzi, come nella musica, nel cinema, perfino nell 'arte più astratta. Assieme alle fabbriche di scarpe non si sono forse globalizzati anche i libri? Non tanto nel senso che leggiamo più scrittori di ogni parte del mondo (anche), ma nel meltingpot che invade i generi. Mentre in Europa cadono le frontiere e l'inglese diventa lingua universale, si riscoprono le radici e si fa il federalismo e nascono i Camilleri , i Fois insomma grandi scrittori che battezzano a lingua il parlare di una regione. Romanzi e politici? Mi sembra che ci siano, in entrambi i generi, quelli grandi e quelli piccoli, in Italia come nel resto del mondo. Quanto alla scarsa propensione degli italiani a difendere i propri diritti più che alla mancanza da noi di una grande tradizione romanzesca, attribuirei la colpa al fatto che l'Italia si è fatta nazione assai più tardi della Francia, della Germania, della Gran Bretagna, che abbiamo da sempre uno stato nello stato che è la mafia… 7. Legge romanzi? Se sì, quali? Leggo di tutto, romanzi compresi, italiani e no, da lettrice curiosa onnivora e indisciplinata. Ad esempio, dopo aver letto No logo della Klein (fantastico!) ho divorato per mesi tutto quello che trovavo sulla globalizzazione . Mi piace l'etologia, e da ragazza ho letto dalla prima all 'ultima riga tutto Asimov . Ho figli adolescenti e per questo non mi sono fatta mancare nemmeno Melissa P. ( è molto meglio Simona Vinci). Mi sono occupata per anni di terrorismo e mafia e continua a cadermi l'occhio su quel che esce di saggistica o narrativa sul tema (ma anche i thriller… ). Sono una donna e dunque mi interessano i grandi personaggi femminili della storia (vi segnalo un'esordiente pubblicata qualche mese fa da Frassinelli , Michela Volante) . Ho delle amiche che scrivono ( Rasy , Mafai , Carrano ) e ovviamente le leggo…Non ho finito, potrei andare avanti all 'infinito, dunque smetto.
1. (dicembre 2003). 2. (dicembre 2003). 3. (gennaio 2003). 4. (gennaio 2004). 5. (febbraio 2004) C. Dickens, Il nostro comune amico , Einaudi, 2000 1 intervistato, P. Mauri 9. (aprile 2004) 10. (aprile 2004) www.librialice.it www.internetbookshop.it www.miserabili.com www.libroccasione.com www.pequodedizioni.it www.fazi.com www.minimumfax.com. www.casainternazionaledelledonne.org www.donneletteraturapolica.it www.marea.it www.manifestolibri.it www.tufani.it www.societadelleletterate.it
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